Albania, Volontariato

“Avash Avash”, piano piano

Enrica, da agosto a Scutari con il Servizio Civile Universale, ci parla della sua esperienza

 

Sono partita con il Servizio Civile Universale, con Volontari nel Mondo RTM ad agosto del 2022 per un Paese nuovo per me: l’Albania. È stata una scelta che ho preso rapidamente e d’impulso. Oggi, mi trovo a Scutari, a nord, e sono felice di aver preso questa decisione.
È diventata immediatamente una città che ho il piacere di poter chiamare “casa”. L’Albania è stata da subito un paese che mi ha accolto a braccia aperte, mi ha travolto con la sua natura, le tradizioni e il modo di vivere: “avash avash”.
Descriverei l’inizio di questa esperienza così, con questo modo di dire e con le prime parole in albanese che ho imparato.

Avash avash” infatti, ho iniziato a fare i primi passi in questo Paese. Ho scoperto il piacere della vita lenta, della natura, della condivisione e ho incontrato tante bellissime persone che hanno dato sin da subito una spinta positiva alla mia esperienza.

Rappresenterei la mia vita qui con il primo giro in bicicletta sino al Lago di Scutari con Manjola (la mia collega e amica civilista qui con me): era un giorno caldo e avevamo voglia di evadere un po’ dalla vita in città. Abbiamo preso le nostre biciclette e ci siamo buttate nel traffico scutarino. Non avendo mai preso la bicicletta in città, all’inizio c’era un po’ di timore, ma una volta attraversate le strade caotiche del centro e il ponte che passa sul Boiana, ci siamo ritrovate sul lago di Scutari. E poi dritte sino a Zogaj, dove in compagnia di altri ragazzi stranieri, Alberto e un ragazzo di qui, abbiamo fatto un pranzo sulla riva del lago.

Assocerei così i miei primi mesi qui: una partenza con tanti buoni propositi, un po’ di timore, ma una scoperta ricca di avventure, persone e una quotidianità calma e rilassante.
Non solo un’esperienza personale, ricca di conoscenze e luoghi, ma anche una crescita professionale. Grazie allo staff di Volontari nel Mondo RTM, infatti, ho potuto mettere in pratica i miei anni di studio, ma soprattutto imparare. Il progetto di sviluppo rurale è stato quello che mi ha incuriosito maggiormente e su cui volevo acquisire conoscenze e competenze. Oggi, posso dire che mi sento molto più preparata di quando sono partita e sono consapevole di voler approfondire sempre di più tutti gli aspetti di questo lavoro per cui sono volontaria.

Ovviamente, all’inizio ho avuto delle difficoltà: la barriera linguistica, il periodo di adattamento, ricreare delle nuove abitudini in un contesto nuovo. Ho avuto la fortuna di avere l’appoggio dei miei colleghi che da subito mi hanno guidata nella scoperta dell’Albania e di questa lingua difficile e diversa dalla mia. Ma soprattutto, sono partita con la voglia di “buttarmi”, di imparare e di mettermi in gioco.

Al mio arrivo, le mie valigie erano molto pesanti, soprattutto di cose di cui ho scoperto di poter fare a meno. Sto svuotando il mio bagaglio per riempirlo di competenze e di consapevolezze che sono sicura mi saranno molto utili per il futuro.