Ensemble pour l'ecole, Madagascar, Volontariato

Dare un nome per dare un futuro

Martina ci racconta l’udienza straordinaria ad Ampasimanjeva che ha reso 606 bambini cittadini del Madagascar

Mi chiamo Martina e sono la responsabile di RTM nelle sedi di Manakara e Ampasimanjeva, in Madagascar. Lavoro ogni giorno con l’équipe locale per realizzare il progetto “Ensemble pour l’école”, che mira ad aumentare il numero di bambini che completano la scuola primaria.

Uno degli ostacoli principali è la mancanza dell’atto di nascita. In Madagascar, ancora oggi, tantissimi bambini – soprattutto nelle zone rurali come il Bas Faraony – non sono registrati all’anagrafe. Le cause sono molteplici: da un lato, la scarsa consapevolezza delle famiglie sull’importanza di questo documento; dall’altro, le difficoltà delle istituzioni, che spesso non riescono a sensibilizzare in modo efficace la popolazione o non portano a termine le registrazioni per mancanza di mezzi o personale formato.

Se l’iscrizione non avviene entro un mese dalla nascita, il percorso si complica: ottenere l’atto diventa lungo, costoso e complesso, così molte famiglie vulnerabili si scoraggiano e lasciano perdere.
È proprio qui che RTM interviene, sostenendo famiglie e istituzioni per garantire a ogni bambino beneficiario del progetto il diritto a un’identità legale. Questo passaggio è fondamentale: senza atto di nascita, un bambino non può sostenere l’esame di quinta elementare, continuare gli studi e, in futuro, esercitare i diritti di cittadinanza.

Per arrivare all’udienza straordinaria ad Ampasimanjeva, abbiamo intrapreso un lungo cammino. Già all’inizio dell’anno scolastico abbiamo preso contatto con tutte le autorità coinvolte: la Direzione Regionale dell’Educazione Nazionale, il Tribunale di Manakara e le amministrazioni comunali della zona. Con la collaborazione dei direttori delle 65 scuole del Bas Faraony abbiamo raccolto le liste dei bambini privi di atto di nascita: erano circa 1.500. Abbiamo dato priorità agli alunni delle classi quarta e quinta, affinché potessero ottenere il documento prima della fine dell’anno.

Accompagnata dal nostro responsabile sociale Zady e dal medico dell’équipe, il dottor Jaona, abbiamo organizzato numerose tournée nei villaggi. Incontrare i bambini e le loro famiglie è stato impegnativo ma profondamente significativo. Le comunità ci hanno accolto con calore e grazie al coinvolgimento diretto dei direttori scolastici i genitori hanno risposto con grande partecipazione.
Alcuni episodi mi resteranno nel cuore: come quei bambini che, non avendo mai visto un medico, erano terrorizzati all’idea della visita… eppure il dottor Jaona doveva solo guardare i denti! Attraverso queste visite somatiche, infatti, abbiamo potuto stimare l’età anagrafica dei bambini.

Durante i mesi di marzo e aprile, abbiamo raccolto tutta la documentazione necessaria: la lettera di richiesta, il certificato della visita medica e un’attestazione che confermasse la mancata registrazione del bambino nel comune di residenza. Per ottenere quest’ultima, abbiamo invitato gli otto sindaci coinvolti nel nostro ufficio. È stato un momento di straordinaria collaborazione: sindaci e segretari con timbri rossi e penne alla mano, noi dell’équipe a ordinare i documenti. Tutti con un unico obiettivo.

Abbiamo così preparato 606 dossier, uno per ciascun bambino, da presentare all’udienza straordinaria.
Siamo partiti alle 5:30 del mattino e, alle 8:00, eravamo davanti alla Grand Salle della Fondation Médicale di Ampasimanjeva, dove ci aspettava una scena che difficilmente dimenticherò: un’esplosione di colori e sorrisi, con più di 1.500 persone – tra bambini e genitori – già in attesa, vestiti nei loro abiti più belli e avvolti nei lamba (stoffe/vestiti) delle grandi occasioni.

Anche la presidentessa del tribunale è rimasta colpita da una partecipazione così numerosa.
Dopo i primi momenti di sistemazione, si sono susseguiti i discorsi di apertura: ha parlato la presidentessa, la direttrice della Direzione Regionale dell’ Educazione e il sindaco di Ampasimanjeva. Tutti hanno sottolineato l’importanza dell’iscrizione all’anagrafe come responsabilità fondamentale dei genitori.
Anche io ho avuto l’onore di intervenire. Ho ringraziato profondamente tutti i partner e le istituzioni che hanno lavorato con noi per rendere possibile tutto questo, sottolineando quanto fosse importante questo riconoscimento per il futuro dei bambini.

Poi sono iniziate le udienze: scuola per scuola, bambino per bambino. Ogni alunno, accompagnato da almeno un genitore, si è presentato davanti al giudice e al segretario per la conferma dei dati anagrafici. Due insegnanti per scuola hanno svolto il ruolo di testimoni.
Le udienze sono andate avanti senza sosta fino al tardo pomeriggio. Dei 606 bambini convocati, solo 37 erano assenti. Un risultato straordinario, che ha colpito positivamente anche il personale del tribunale, tanto da chiederci come ci fossimo riusciti. Credo sia stato il frutto di una rete di collaborazione costruita con cura: mesi di lavoro paziente, relazioni di fiducia con scuole, amministrazioni e famiglie e una presenza costante sul territorio. Anche per i 37 assenti sarà comunque possibile fare l’atto di nascita, raggiungendolo il 100% del risultato atteso!
La giornata si è svolta con serenità e partecipazione, senza intoppi. Determinante è stato l’aiuto dei direttori scolastici e dei sindaci, che ci hanno supportato nel mobilitare la popolazione con precisione ed efficacia.

I prossimi passaggi saranno la firma di tutti i didim-pitsarana – ovvero le sentenze del tribunale – da parte della presidentessa, che permetteranno la redazione degli atti di nascita ufficiali e quindi di sostenere gli esami di quinta elementare.

Quel giorno ad Ampasimanjeva non ho assistito soltanto a un evento amministrativo.
Ho visto nascere 606 cittadini.

Partecipare a una giornata così intensa e carica di significato mi ha ricordato la forza di ciò che facciamo: ogni bambino ha diritto a essere visto, riconosciuto e accompagnato, anche nei luoghi più remoti del mondo. E quando questo accade, non è solo burocrazia: è dignità, è futuro, è giustizia.

Martina Sita