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DUE NUOVI ARRIVI IN MADAGASCAR
Agnese e Sara sono arrivate a Manakara per il loro anno di Servizio Civile! Eccovi la loro presentazione
AGNESE DALL’AMORE
Mi chiamo Agnese Dall’Amore, ho 28 anni e vengo da Forlì, città dove vivo e lavoro. Dopo una laurea triennale in Lettere Moderne e una laurea magistrale in Italianistica presso l’Università di Bologna, da cinque anni insegno italiano, storia e geografia nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Questo, per me, non è mai stato solo un lavoro: è relazione, crescita e possibilità. A fine luglio partirò per un’esperienza che desideravo fare da un po’, ma per la quale non avevo avuto il coraggio prima di adesso: 11 mesi in Madagascar, precisamente a Manakara, un piccolo villaggio sulla costa est dell’isola, all’interno del progetto “Caschi Bianchi per l’inclusione delle persone fragili”. Questo progetto unisce due ambiti per me fondamentali: l’educazione e l’impegno sociale. Le attività saranno diverse, ma tutte legate alla tutela dei minori, al sostegno alle famiglie e alla promozione del valore della scuola come strumento di inclusione e crescita, al fine di far valere i diritti dei giovani. Sono tanti i motivi che mi hanno spinta a partire. Prima di tutto, ho fatto questa scelta per una sfida personale: uscire dalla mia comfort zone, mettermi alla prova in una realtà molto diversa dalla mia. Ma anche per una forte motivazione formativa: voglio imparare, crescere, conoscere da vicino contesti complessi, vedere con i miei occhi e portare con me nuove consapevolezze da restituire a me stessa e ai miei studenti in futuro. Infine, ho un costante bisogno di sperimentare, di immergermi in nuove esperienze, di provare stimoli nuovi che mi facciano sentire viva e in costante cambiamento. Sicuramente sarà un’esperienza intensa, ricca di sfide e nuove scoperte. So che ci saranno momenti complessi, che la distanza dalle persone per me importanti si farà sentire, e che mi troverò a confrontarmi con abitudini e contesti molto diversi dai miei. Ma sono anche certa che vivrò situazioni uniche, che stringerò legami autentici, e che incontrerò persone e storie capaci di arricchirmi profondamente. Spero, nel mio piccolo, di poter essere utile, di poter contribuire anche solo per poco. Parto con il desiderio di aprire la mente, di allargare lo sguardo, di formare me stessa.
SARA CINI
Mi chiamo Sara, ho 26 anni e vengo da Viadana, un paese in provincia di Mantova. Sono cresciuta in una famiglia numerosa e molto unita, dove ho imparato quanto sia importante sostenersi a vicenda e condividere ciò che si ha – anche solo il tempo, una risata o una buona idea.
Fin da piccola ho sempre amato stare a contatto con i bambini: mi è sempre venuto naturale relazionarmi con loro, ascoltarli, giocare insieme. Questo interesse mi ha accompagnata anche negli studi: dopo il diploma ho deciso di proseguire con il corso di laurea in Servizio Sociale all’Università di Parma, per poi specializzarmi a Milano in Lavoro sociale e servizi per i minori, le famiglie e le comunità.
Durante il percorso universitario ho scoperto quanto sia prezioso il lavoro di chi, ogni giorno, cerca di favorire relazioni di cura e di ascolto, responsabilizzando nei contesti più diversi. Ho capito che il mio desiderio era proprio quello: provare ad essere parte di quei processi, anche nel mio piccolo. è così che oggi mi ritrovo qua a scrivere questa presentazione a pochi giorni dalla partenza per il Madagascar. più precisamente supporterò e darò il mio contributo nel progetto promosso da RTM nella città di Manakara, nella costa sud-est del Paese, dove starò per circa un anno come volontaria in servizio civile (ancora mi sembra surreale scriverlo).
All’interno del progetto mi occuperò di attività educative, ludiche e di supporto per bambini e ragazzi, collaborando con le realtà locali.
Alla domanda perché parto? Risponderei che le ragioni sono tante: la natura del progetto e i suoi valori, il desiderio di mettermi alla prova, di confrontarmi con una cultura completamente diversa, di uscire dalla mia zona di comfort. Ma più di tutto, parto per conoscermi meglio, per capire se questa è davvero la strada fatta per me.
A volte penso che sia una risposta a una chiamata silenziosa che sento o forse è semplicemente il bisogno di un’anima un po’ inquieta, che cerca il suo posto nel mondo. Non so darmi una spiegazione razionale. So solo che sento di dover partire.
Mi auguro che questa esperienza mi permetta di rallentare. Di vivere davvero le giornate, senza la frenesia, le scadenze e la pressione. Spero di riuscire a dare valore alle piccole cose, ai gesti semplici, ai sorrisi sinceri e di tornare più consapevole, più grata, più “me”.
Non cosa mi aspetta davvero. Ma sono pronta a scoprirlo, passo dopo passo, persona dopo persona.
Vi aggiornerò da laggiù.
