Madagascar, Volontariato

Manakara magica

Sofia ci scrive dall’Isola Rossa per raccontarci la sua esperienza di Servizio Civile a Manakara

 

Sono Sofia e sono partita nel luglio 2022 per il Madagascar. Svolgo il mio servizio civile nella sede di Manakara, una piccola città sulla costa sud-est del Paese.

Fin dal mio arrivo, sono rimasta stregata dal colore rosso della terra, dalla foresta verde e rigogliosissima, dalle case con il soffitto in foglie di Ravinala, dai tessuti multicolore indossati dalle donne (il tipico lamba), dall’entusiasmo con cui la gente per strada ci urla “bonjour vazaha”, (“buongiorno straniero”).
Manakara ti mette di fronte a tanta bellezza ma anche a tante situazioni di difficoltà, come povertà estrema, fame, mancanza di una rete protettiva dei minori; accettare la coesistenza di queste due facce della città è la vera sfida.

Nel concreto le mie giornate lavorative sono molto dinamiche e diverse tra loro: mi piace il fatto di non stare sempre in ufficio, bensì che ci sia la possibilità di accompagnare i colleghi presso le scuole, gli uffici pubblici o partner locali. Siamo arrivate che il progetto “Les enfants citoyens” era già avviato da quasi due anni, quindi ci siamo inserite piano piano, prendendoci il tempo per comprendere bene le varie attività. Oltre ad essere di supporto ai colleghi negli impegni di progetto, noi servizio civiliste ci occupiamo anche del Centre Manovo, il centro culturale per ragazzi aperto presso l’ufficio di Rtm. Questo ci permette di stare molto a contatto con i ragazzi del quartiere e di organizzare per loro giochi, letture e altri momenti ricreativi. La barriera linguistica in questo caso si è fatta molto sentire perché i bambini sanno poche parole di francese e inizialmente la comunicazione era scarsa e faticosa. Con il passare del tempo ho accettato il fatto di non riuscire sempre a capire e farmi capire e che di fronte a queste incomprensioni si può sempre rispondere con un sorriso di complicità.

In Madagascar mi sono confrontata per la prima volta con la vita al di fuori dell’Europa e mi sono resa conto di quante cose ho sempre dato per scontate. Essere diretti non è un modo di fare ovunque apprezzato, il tempo non deve per forza essere ottimizzato al massimo, bensì lo si può assaporare e godere dei momenti di vita quotidiana insieme, studiare in classi poco numerose, dove gli insegnanti hanno il tempo di seguire tutti gli alunni è un privilegio, i panni sporchi si possono lavare bene anche a mano. Non vedo l’ora di scoprire le sorprese, le piccole lezioni, la frutta di stagione, le nuove conoscenze che Manakara mi riserva per i prossimi mesi, felice che l’entusiasmo iniziale è ancora vivo in me.