Albania, Volontariato

RIENTRO ANDREA E GIACOMO

Andrea e Giacomo sono rientrati dopo un anno a Scutari con il Servizio Civile. Sono passati a trovarci e ci hanno parlato della loro esperienza in Albania
ANDREA

Bentornato Andrea! Come va? Com’è stato il rientro?
È andato molto bene, è stato un rientro caldo e frenetico!
È stato bello tornare tutti e quattro insieme, con anche i ragazzi del Kosovo. Abbiamo avuto modo di fare un riepilogo di quest’anno di Servizio Civile, di tirare le somme.

Com’è stato quest’anno di Servizio Civile?
Ho imparato a conoscere un popolo e un Paese, ho sviluppato tanta pazienza. Ho imparato a lavorare e scoperto cosa voglio fare. È un’esperienza che ha avviato il mio percorso nella vita.

Di cosa ti sei occupato?
I primi sei mesi sono stato di supporto al progetto Ruralbania, ho assistito alle fasi finali, visto che si è concluso a dicembre. Con l’anno nuovo il lavoro è diminuito, ci siamo concentrati sulla programmazione e progettazione futura. Una parte molto importante per capire come funziona la cooperazione.
È stato un dualismo, prima la fase frenetica di chiusura, più la più lenta parte di progettazione

È stato come ti aspettavi?
No, avevo altre aspettative per l’Albania, in parte anche falsate, mi immaginavo città diverse. Ma nei rapporti umani e professionali ha superato alla grande le mie aspettative.

La difficoltà maggiore?
Realizzare che, dopo mesi in cui ti sei inserito nel contesto, te ne devi andare, tornare alla tua vita di prima.

Una soddisfazione?
Essere riuscito a mettere in atto, a toccare con mano, le cose che ho studiato. È stata la mia prima esperienza lavorativa in questo ambito.

Un bel ricordo?
Quando siamo andati in missione per consegnare i pannelli solari e la sera abbiamo mangiato tutti insieme. È stato un bel momento.

Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno per l’Albania?
Accogliere sempre tutto, pur mantenendo senso critico, di accogliere quello che capita. Di dare del proprio meglio, di non autocommiserarsi e cercare di vedere cose positive in cose che non ti piacciono.

E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Adesso torno ad Ancona, lavorerò questa estate nell’accoglienza dei pellegrini a Loreto. Poi vediamo, ma sicuramente cercherò di rimanere nell’ambito della cooperazione.

GIACOMO

Bentornato Giacomo! Come va? Com’è stato il rientro?
Bene! Il rientro è andato bene, con tante emozioni, abbiamo salutato tutti. Per me è stata la prima volta che sono stato via da casa per così tanto tempo. Scutari è una piccola cittadina, ti rimane più nel cuore!

Di cosa ti sei occupato?
Abbiamo lavorato su diversi progetti, uno in particolare nella fase finale. Da subito siamo stati coinvolti nella logistica, nella consegna dei beni ai beneficiari, dei documenti di supporto, dell’archiviazione. Questo ci ha permesso di viaggiare molto e di spostarci.
Ma abbiamo anche collaborato nella fase di fattibilità e stesura di nuove proposte progettuali.

Com’è andata?
È stato un anno intenso e stimolante, di crescita umana e professionale. È stata la mia prima esperienza nella cooperazione, e abbiamo avuto realmente modo di sperimentare.
Anche umanamente è stato un anno molto dinamico. Abbiamo conosciuto molte persone, abbiamo avuto uno spazio fuori dal lavoro per far maturare i nostri interessi.

È stato come ti aspettavi?
Non riuscivo ad immaginarlo, ho preso quello che veniva giorno per giorno.

La difficoltà maggiore?
Abituarsi al contesto sociale differente. Nei mesi invernali c’era meno vita, ci spostavamo di meno e questo ti fa sentire più isolato.

Una soddisfazione?
Avere avuto molte sfide da affrontare per poter crescere, ma anche il rapporto coi colleghi. Mi sono sentito subito responsabilizzato, sin da subito siamo andati da soli in missione coordinandoci col personale locale.

Un bel ricordo?
Un viaggio tutti insieme al mare, il compleanno a Tirana. Insomma lo spirito di gruppo con tutti i gli altri civilisti ed espatriati.

Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno per l’Albania?
Di non farsi troppe aspettative e di viversi ciò che succede al momento.

E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Cercare altre opportunità nell’ambito della cooperazione, sia in Italia che all’estero, sperando che esca presto anche il bando dei Corpi Civili di Pace.

Grazie ragazzi, in bocca al lupo!!