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RIENTRO CARLOTTA E LAVINIA
Carlotta e Lavinia sono rientrate dopo un anno a Pristina con il Servizio Civile. Sono passate a trovarci e ci hanno parlato della loro esperienza in Kosovo
CARLOTTA
Bentornata Carlotta! Come va? Com’è stato il rientro?
Tutto bene. Tornare in Italia è intenso ed emozionante, ma ormai sento anche il Kosovo un po’ come casa.
Di cosa ti sei occupata?
È stato molto variegato. Principalmente mi sono occupata del brand Via Dinarica Kosovo: sito web, fiere, guide, registrazione del marchio, oltre l’organizzazione dell’Eductour per promuovere la Via Dinarica.
Poi le varie attività in ufficio e i monitoraggi in montagna.
E com’è andata?
Il mio è un bilancio decisamente positivo, sia per il progetto, ma anche per l’esperienza generale con RTM. Ho instaurato dei bei rapporti umani, sia con i colleghi dell’ufficio che con le persone del posto. Certo, è una cultura differente: il concetto di amicizia è più legato alla sfera famigliare. C’è una grande ospitalità, ma spesso manca un contatto profondo. Tuttavia, con un po’ di pazienza, si riesce pian piano a inserirsi nel contesto kosovaro.
È stato come ti aspettavi?
Meglio. Con la mia formazione avevo già avuto brevi esperienze, però per la prima volta ho lavorato in un progetto di cooperazione. Non avevo aspettative sul Paese (anche perché mi ero candidata per il Perù), ma mi ha stupito positivamente.
La difficoltà maggiore?
L’abanese. In città la quotidianità è facile, ma in montagna è più complicato. Adesso un po’ comprendo il senso di ciò che dicono, ma non lo parlo molto. In ogni caso la barriera linguistica non ha mai bloccato l’interazione, grazie anche a Matteo e Filippo che erano con me.
È stato anche difficile dire di no alla quantità di cibo e caffè che ti viene offerto!!
Una soddisfazione?
Quando ho visto la prima pagina del sito web della Vai Dinarica Kosovo, dopo mesi di lavoro e revisioni.
Anche la prima volta che ho fatto un tratto di Via Dinarica, spero un giorno di riuscire a percorrerla tutta in una volta.
Un bel ricordo?
In autunno abbiamo fatto una settimana di manutenzione dei sentieri della Via Dinarica Kosovo, insieme ad alcuni partner di progetto. Oltre alla meraviglia dei luoghi in cui abbiamo lavorato, è stato divertente mettersi alla prova con cesoie, vernice e pennelli! L’aria di montagna, le risate e la fatica condivisa mi hanno permesso di conoscere meglio i miei colleghi e di sentirmi davvero parte di qualcosa.
Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno fra poco per il Kosovo?
Di non partire con aspettative, con uno sguardo aperto e senza pregiudizi. Di fare con calma, di capire dove si è e darsi il tempo di costruirsi una quotidianità, sia lavorativa che non. Scoprire i Balcani e il Kosovo, che ha tanto da offrire.
Di non avere paura di sbagliare e di comunicare.
E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Ritornerò a Pristina per la fase conclusiva del progetto NaturKosovo e da settembre sarò coinvolta nell’avvio del nuovo progetto di RTM in Kosovo.
LAVINIA
Bentornata Lavinia! Come va? Com’è stato il rientro?
Il rientro è stato sofferto, non volevo staccarmi da quella che è diventata la mia quotidianità. Ho molto amato il progetto su cui ho lavorato, sono molto grata di averne potuto farne parte.
Com’è stato quest’anno di Servizio civile in Kosovo?
Sono entrata subito nel vivo del progetto andando sul campo, ho potuto conoscere i beneficiari del progetto NaturKosovo, vedere come lavorava il mio collega e imparare.
Ho da subito avuto incarichi con responsabilità man mano crescenti, con un carico di ansia da parte mia, ma anche di soddisfazione. È stata una crescita sia personale che professionale, ho imparato a gestire la pressione, anche grazie al confronto costante coi colleghi. Ho rivalutato molto quello che in futuro mi potrebbe piacere o meno. Ho appreso molto, sia sul lavoro, ma anche su me stessa.
È stato come ti aspettavi?
Sono partita senza troppe aspettative, in un Paese che già conoscevo… con però un approccio e un ambiente differente, come se fosse una nuova sfida. Non è stato difficile quindi ambientarsi, non mi aspettavo però l’effetto che questo anno avrebbe avuto su di me. Non mi aspettavo che avrei imparato a fare ciò che ora faccio, a prendere decisioni in maniera autonoma, oppure di capire come si gestisce un progetto o come interagire con i differenti attori coinvolti.
In montagna ho imparato ad apprezzare la natura, ed anche a non essere iperconnessi.
La difficoltà maggiore?
Mi sono rimasti solo i ricordi positivi…
Ci sono state giornate con molto lavoro e tanto stress e ansia da parte mia. Ho però imparato a gestire questi momenti.
Una soddisfazione?
Esco con un bagaglio che mia ha cambiato ad affrontare i problemi, i miei punti deboli… imparando anche a stare meglio. Ho imparato che mi piace questo lavoro, vedere le persone che migliorano grazie a ciò che facciamo.
Un bel ricordo?
I tramonti visti insieme ai colleghi e agli amici sulla Via Dinarica. Arrivare a fine giornata e vedere il sole scendere, che sia in una baita o in una radura
Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno fra poco per l’Kosovo?
Essere aperti a tutte le opinioni che vengono espresse, ci sono sempre tante visioni… rimanere aperti e senza pregiudizi. Avere un approccio costruttivo, imparare dai propri errori. Essere curiosi, lanciarsi e lasciarsi sorprendere.
E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Fra un mese ripartirò per una nuova avventura con RTM, non più in Kosovo, ma in Albania!!
Grazie ragazze, buona continuazione!!
