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RIENTRO DEJSI
Dejsi è rientrata dopo un anno di Servizio Civile in Albania. È passata a trovarci e ci ha parlato della sua esperienza
Bentornata Dejsi! Come va? Come è stato il rientro?
È stata dura fare le valigie, salutare e riadattarsi all’Italia. Mi sembra ancora strano camminare qua e non a Scutari.
Mi rendo conto che fa parte anche questo del Servizio Civile. Bisogna riabituarsi al tuo contesto, perché comunque dopo un anno sei una persona diversa.
Com’è andata?
Pensavo di poter capire a quale parte appartenessi di più (quella albanese di origine della mia famiglia o quella italiana dove sono cresciuta)… ma ho capito che mi va bene essere un miscuglio dei due. Questa esperienza mi ha aiutato a vedere lati della cultura albanese che prima non potevo vedere.
È stato come ti aspettavi?
L’Albania è cambiata tanto, Tirana ormai è europea. Ci sono tante differenze tra città e campagna, perché i soldi sono investiti prevalentemente nelle città. È stato bello lavorare nelle zone rurali, in villaggi come quello di mia mamma, dove tutto è più semplice e vero.
Di cosa ti sei occupata?
Dei social, molte traduzioni, a volte anche mediatrice/interprete. Ho imparato a scrivere report e a conoscere tutta la documentazione che serve per mandare avanti un progetto.
Ho fatto anche dei lavori di grafica: una beneficiaria del progetto Rural-You usa ancora la brochure che le ho fatto io!!
Una soddisfazione?
Contribuire, anche se in piccola parte, a sostenere questi giovani, ragazzi molto determinati ed intraprendenti. Vedere il frutto del loro impegno, ottenuto anche grazie a miei piccoli interventi (documenti, acquisti, ecc. )
Mi ha fatto piacere vedere giovani convinti e orgogliosi di essere rimasti in Albania, che vogliono portare avanti dei cambiamenti ma senza danneggiare la natura.
La difficoltà maggiore?
Vedere che nonostante tutti questi anni di apertura al mondo, in Albania ci siano ancora aspetti della cultura patriarcale. Penso però che ci sia solo bisogno di tempo e di buoni esempi.
Un ricordo bello che hai?
L’evento di chiusura di Rural-You, la soddisfazione di chiudere questo progetto. Organizzare tutto è stato una grossa lavorata! Però è stato un bel momento di incontro con tutti, è stato bello vederli discutere per provare a capire come continuare.
Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno fra poco per l’Albania?
Tenere conto del contesto storico albanese, degli anni di chiusura. Di essere tolleranti, c’è un passato che sicuramente influenza il presente, ma anche l’Albania sta cambiando e quindi sfruttare l’occasione per esplorare questa Albania autentica e incontaminata.
Questa è un’esperienza che ti cambia la vita, bisogna quindi sfruttare ogni giorno.
E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Intanto un po’ di relax, poi trovare lavoro. Il mio sogno è tornare in Albania nel campo turistico. I ragazzi che ho conosciuto mi hanno ispirato, vorrei anch’io fare come loro!
