Blog
RIENTRO ELISA E SIMON
Elisa e Simon sono rientrati dopo un anno a Scutari con il Servizio Civile. Sono passati a trovarci e ci hanno parlato della loro esperienza in Albania
ELISA
Bentornata Elisa! Come va? Com’è stato il rientro?
Mi sono commossa, è stato strano. È difficile rientrare a casa dopo un anno così intenso in Albania.
Di cosa ti sei occupata?
Ho contribuito attivamente all’implementazione del progetto Ruralbania, arrivando in un momento particolarmente intenso dal punto di vista del lavoro d’ufficio, senza però rinunciare a numerose visite sul campo!
Nel corso della mia esperienza, ho avuto l’opportunità di seguire numerose attività progettuali: ho collaborato alla gestione del Fondo di Dotazione e supportato le aziende agricole beneficiarie; ho gestito aspetti più burocratici e legati alla documentazione e, inoltre, mi sono occupata di una campagna di sensibilizzazione dedicata alla condizione delle donne rurali, della comunicazione del progetto e della realizzazione di reportage fotografici.
E com’è andata?
È stato sfidante, ma anche costruttivo, soprattutto negli ultimi mesi, in cui sono accresciute le mie responsabilità. Mi sono sentita veramente parte degli obiettivi concreti che stavamo raggiungendo. Questo lavoro mi ha aiutata a capire e conoscere come funziona un progetto di cooperazione.
È stato come ti aspettavi?
Non del tutto. Ero partita pensando di avere molte più occasioni di incontro con i beneficiari e visite sul campo. È stato anche un fatto di tempistiche, perché sono arrivata in un momento in cui era previsto un numero limitato di attività fuori dall’ufficio. Gli ultimi mesi hanno rispettato di più le mie aspettative sul lavoro: sono stati un piccolo coronamento dell’intenso lavoro dei mesi precedenti. Ho anche fatto tante amicizie, conosciuto persone nuove e visitato luoghi bellissimi, cosa per nulla scontata.
La difficoltà maggiore?
A volte, le distanze mi sembravano essere molto grandi. Avrei voluto girare di più il Paese, conoscere di più e non sempre è stato possibile nel modo in cui avrei voluto.
Una soddisfazione?
Quando finalmente, dopo tanto lavoro, abbiamo consegnato i materiali ai beneficiari e apicoltori di Puka: avevamo un intero magazzino di arnie e attrezzature da distribuire.
Anche i colloqui iniziali con gli apicoltori sono stati per me importanti, per diverse ragioni. L’apicoltura è il filo rosso che lega le esperienze dei miei ultimi anni, mi appassiona molto. Sono una persona molto curiosa e faccio sempre mille domande. Ricordo un apicoltore in particolare che non aveva l’obiettivo di aumentare la produzione di miele, bensì di far sopravvivere le famiglie che aveva già: lui e le sue api sentivano il problema e gli effetti concreti del cambiamento climatico. La sostenibilità e la capacità di adattamento sono temi fondamentali destinati a diventare sempre più centrali nei prossimi anni.
Un bel ricordo?
I tramonti al lago. Soffro un po’ a stare fra quattro mura. Era mia abitudine prendere la bici e pedalare fino al lago di Scutari. La vista che si apriva dopo gli edifici, i cavalli lungo la strada, la fauna selvatica in mezzo agli alberi, vedere il sole tramontare dietro il Tarabosh. Mi davano molta tranquillità.
Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno fra poco per l’Albania?
Di approfittare di ogni occasione per mettersi in gioco e per conoscere l’Albania. Inizialmente mi ero candidata per la Bolivia, ma l’Albania è stata una bellissima scoperta! Bisogna lasciarsi coinvolgere e non lasciarsi ingannare da un’apparente familiarità.
E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Ora mi dedicherò alla scrittura della tesi di laurea! In futuro vorrei approfondire la gestione dei progetti e la loro valutazione. E tornare a salutare i miei amici e colleghi in Albania!
SIMON
Bentornato Simon! Come va? Come è stato il rientro?
Tutto bene, Sono proprio appena arrivato dall’Albania, rientrerò a casa questa sera.
In questi giorni ho fatto gli ultimi saluti con gli amici, ma anche se sono passate poche ore inizio già a sentire la nostalgia. Ieri mi hanno regalato una foto in cui eravamo insieme in gita in montagna, è un bel ricordo che porto con me in Italia.
Di cosa ti sei occupato?
Ho aiutato l’ufficio di Scutari sui progetti di sviluppo rurale: ho compilato tanti documenti, fatto tante traduzioni! A poi tutto questa “carta” si è trasformata in beni per i nostri beneficiari, e sono felice di aver avuto la possibilità di vederlo. Abbiamo realizzato tante formazioni, ma anche tante visite a possibili beneficiari… usufruendo così della splendida ospitalità albanese.
E com’è andata?
Consegnando i materiali ho potuto ho potuto mettere in pratica la mia esperienza di scaricatore!!
Ho però avuto una vita anche fuori dal lavoro, tanti amici sia italiani che albanesi. Ho visitato poco, però ho girato tanto nel nord per il progetto. È un bellissimo paese!
È stato come ti aspettavi?
Si abbastanza. Non avevo tante aspettative, avevo più che altro un’idea generale su quello che vorrei fosse il mio percorso in questo campo. In Albania c’ero stato nel 2022, l’ho trovata cambiata, hanno fatto tanti lavori.
La difficoltà maggiore?
Sicuramente la lingua albanese.
Un ricordo bello che hai?
Ho tanti bei ricordi con gli amici. Le birre e i caffè, le partite a bigliardo. Più che altro la quotidianità, non la singola cosa.
Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno fra poco per l’Albania?
Il tizio dei panini davanti al teatro… fa ottimi kebab!
Ci sono tanti albanesi che quando sentono parlare italiano voglio conoscerti… basta essere un po’ intraprendenti e si può conoscere gente e farsi degli amici.
E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Intanto mangiare sushi… e aiutare nell’azienda agricola di famiglia. Poi dovrò iniziare a mandare curriculum, non necessariamente in Italia. Sia nella cooperazione, ma mi piacerebbe anche la ricerca in ambito accademico…. Vedremo!
Grazie ragazzi, in bocca al lupo!!
