Albania, Volontariato

RIENTRO ENRICA E MANJOLA

Enrica e Manjola sono rientrate dopo un anno in Albania con il Servizio Civile. Sono passate a trovarci e ci hanno parlato della loro esperienza
ENRICA

Bentornata Enrica! Come va? Come è stato il rientro?
Bene. Sono tornata da 3 settimane, mi sto ancora riabituando all’Italia. I primi giorni ero contenta di essere a casa, poi ho realizzato che non sarei rientrata in Albania… però vorrei prima o poi tornarci!!

Com’è andata? Di cosa ti sei occupata?
Principalmente ho supportato la gestione del progetto Rural-You, in particolare dei progetti dei 14 ragazzi beneficiari dei grant per le loro attività di agricoltura e turismo sostenibile e protezione ambientale.
È stato bello vedere come si sviluppa il loro progetto, se pur piccolo, a partire dalla scrittura sino alla parte pratica, come per esempio gli acquisti del materiale per realizzarlo. Il nord dell’Albania è una zona che vuole diventare turistica e svilupparsi sotto il punto di vista agricolo e eco-sostenibile e il progetto sostiene i giovani che vogliono intraprendere delle attività in questi territori.
Per il progetto RuralAlbania, invece mi sono occupata di un’attività di progetto che prevedeva lo sviluppo di un sondaggio per agricoltori e allevatori nelle zone di Kukës, Dibër e Shkodër.
Abbiamo fatto molte visite sul campo. Vai in zone che non sono conosciute, a contatto diretto con la natura… scopri quella che possiamo definire come l’essenza dell’Albania.

È stato come ti aspettavi?
Io mi ero candidata per andare in Tanzania!! E invece ho scoperto i Balcani.
Sono partita senza aspettative e ne sono rimasta affascinata. Ho scoperto un mondo vicino, ma al contempo lontano.
Ho imparato tanto, ringrazio i miei responsabili Filippo e Alberto che mi hanno supportato e portato ad  essere lavorativamente più indipendente.
Il mio percorso formativo accademico è stato rilevante, ma a livello professionale ancora di più lo è  stata questa esperienza.

La difficoltà maggiore?
È stata la mia prima esperienza lavorativa, all’inizio è stato difficile dover aspettare e capire come muovere i primi passi e mettersi in gioco in ambito lavorativo. I mesi a seguire sono stati più semplici.

Una soddisfazione che hai ottenuto?
Essere alla fine indipendente ed organizzata.

Un rimpianto?
Nessun rimpianto. Sono contenta di tutto, di ciò che ho fatto e scoperto.

Un ricordo bello che hai?
Mi è rimasto impresso Emanuel, una giovane guida turistica di 20 anni molto intraprendente. Grazie al progetto Rural-You ha trasformato la sua casa tradizionale albanese a Qelez, tra Puka e Koman, in una guest-house. Gli abbiamo consegnato tutti i materiali in camion, in un posto sperduto irraggiungibile in inverno, in quanto si trova su un fiume. È bello vedere come un ragazzo così giovane vuole impegnarsi per fare crescere il proprio territorio.
Ma anche i viaggi e le scoperte con Manjola, tutte cose che è difficile vedere se non sei lì… e il bel rapporto che si è creato in casa e in ufficio.

Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno fra poco per l’Albania?
Di non lasciarsi sfuggire niente. Imparare a livello professionale, perché alla fine puoi portarti a casa un grosso bagaglio. Non lasciare indietro nulla, bello o brutto che sia.

E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Continuare questo percorso nell’ambito dello sviluppo rurale e della sicurezza alimentare nella cooperazione. Sono ancora più convinta dei miei studi.
Il Servizio Civile è importante per capire se questa strada ti piace e quest’anno in Albania mi ha fatto capire che è la via che voglio seguire!

MANJOLA

Bentornata Manjola! Come va? Come è stato il rientro?
Il rientro è stato difficile soprattutto doversi riabituare alla solita routine.

Com’è andata? Di cosa ti sei occupata?
Principalmente di comunicazione. Mi sono occupata dei post sui social, delle foto, ma anche di grafica e materiali di visibilità. Ho realizzato anche dei video sui ragazzi beneficiari del progetto.
Oltre ad aver imparato molto dal lavoro, ho anche avuto la possibilità di scoprire cose e posti nuovi.

È stato come ti aspettavi?
Non avevo aspettative particolari, e quello che ho vissuto è stato molto di più di qualsiasi cosa immaginassi: le esperienze vissute, quello che ho imparato, le persone che ho incontrato…
Ho trovato un’Albania molto cambiata (sono 10 anni che non tornavo), anche solo per i turisti e per le nuove infrastrutture.
Le persone rimangono però le stesse, la stessa cordialità e gentilezza che trovavo da piccola.
Anche i miei genitori sono venuti a trovarmi e hanno scoperto Scutari.

La difficoltà maggiore?
Imparare a gestire lo stress, le situazioni con più carico di lavoro.
Anche aprirsi con le persone, faccio fatica a buttarmi a parlare con le persone… ma ho dovuto imparare a farlo!

Un rimpianto?
Non aver chiesto di più. Avevo paura di chiedere quando non capivo.

Una soddisfazione che hai ottenuto?
Lavorativamente riuscire a fare i video, cosa che non avevo mai fatto e vederli anche pubblicati sulla pagina dell’Unione Europea!!
A livello personale fare gruppo con le persone incontrate durante questo anno, soprattutto con Enrica… spero sia un’amicizia che durerà nel tempo.

Un ricordo bello che hai?
Ce ne sono stati tanti. Uno per tutti io ed Enrica e le altre ragazze in servizio Civile in Albania durante un viaggio al sud. Mi porterò sempre il paesaggio e noi che cantiamo spensierate e felici.

Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno fra poco per l’Albania?
Di buttarsi, anche se le cose non le sai fare, c’è tempo per imparare e c’è un gruppo di colleghi che può supportarti e insegnarti.
Anche fuori dal lavoro, conoscere posti, luoghi e persone nuove.

E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Sto cercando lavoro ma mi piacerebbe fare un’altra esperienza all’estero!

Grazie ragazze, in bocca al lupo!!