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RIENTRO ILARIA
Ilaria è rientrata dopo un anno ad Ambositra con il Servizio Civile. E’ passata a trovarci e ci ha parlato della sua esperienza in Madagascar
Bentornata Ilaria! Come va? Com’è stato il rientro?
Ciao, è davvero strano essere di nuovo qua in Italia, mi sto ri-abituando. Sono stata contenta di rivedere la mia famiglia e i miei amici ma quest’anno è stato così intenso da rendere davvero difficile e triste il momento di salutare tutti e lasciare il paese.
Fa impressione realizzare quanto lontani e differenti siano questi due mondi che ho avuto l’opportunità di vivere e quante piccole cose invece ci accomunano in quanto esseri umani.
Mi piacerebbe molto tornare un giorno, rivedere le persone con cui ho creato legami e rivivere ancora una volta il Madagascar. Sento sia cambiata la mia prospettiva e credo non sarà facile ritrovare un equilibrio qua, anche a causa della mia sensibilità, ma si ricomincia con forza ed entusiasmo, spinta dalla curiosità che mi ha portato a partire e più consapevole dei miei privilegi.
Di cosa ti sei occupata?
Abbiamo collaborato con due associazioni locali che si occupano di accompagnamento e cura di malati, spesso con disabilità mentali o fisiche. L’inserimento è stato complicato, ma abbiamo fatto il possibile per renderci utili, sia in ufficio che nelle visite ai malati (soprattutto bambini).
Inoltre, abbiamo avuto modo di svolgere due attività a settimana con l’associazione Tsiry Parma: insegnando l’italiano a bambini e ragazzi e lavorando alla mensa settimanale dedicata alle persone povere e con handicap (fisici o mentali).
E com’è andata?
Con il tempo, abbiamo conosciuto gli abitanti del luogo, creando nuovi legami attraverso gesti quotidiani e semplici come giocare, cucinare ed andare al mercato.
Penso che capire e sapermi esprimere in malgascio sia stato fondamentale per inserirmi nel contesto e sentirmi parte della comunità.
È stato come ti aspettavi?
Il Madagascar era una realtà troppo lontana e a me sconosciuta per riuscire a immaginarla ed immaginarmici realisticamente, quindi ho cercato di non crearmi aspettative, mi sono lasciata sorprendere.
Ho vissuto sull’altopiano malgascio, non sulla costa per la quale il Paese è più famoso ma sono rimasta piacevolmente colpita dai meravigliosi paesaggi, dalla curiosità delle persone e dai legami costruiti: per quanto difficile, ogni piccolo passo verso quella cultura ha sempre portato interessanti scoperte e continui scambi che mi hanno arricchita.
Una soddisfazione?
Le relazioni. I rapporti creati con il tempo, le interazioni quotidiane. Imparare il malgascio, perché attraverso questa lingua sono riuscita a capire realmente il contesto, conoscere gli abitanti e, grazie a loro, la cultura locale, che mi ha permesso di vedere il mondo da un’altra prospettiva.
Il ricordo più bello?
I ricordi più belli sono momenti quotidiani; i giochi fatti in mensa, le chiacchierate con il guardiano di casa o con le persone al mercato. È stato emozionante essere invitata alle cerimonie locali, dopo le quali mi ringraziavano anche per aver partecipato, senza rendersi conto che per me essere lì era un onore più di quanto fosse per loro avermi come ospite.
La difficoltà più grande?
Credo il momento dei saluti, l’idea di lasciare quel contesto di cui ormai mi sentivo parte dopo tanto impegno mi ha messa davvero in difficoltà nell’ultimo periodo all’interno del paese, ho rimandato gli addii fino all’ultimo e ho promesso a tutti che sarei tornata a salutarli, lo credo davvero e non vedo l’ora.
Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno per il Madagascar?
Consiglio di partire senza crearsi troppe aspettative e di farlo a cuore aperto, con curiosità e fiducia verso l’altro, dandosi il tempo di ritrovarsi e riconoscersi in un mondo lontano e diverso da quello a cui siamo abituati.
E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Passerò l’estate lavorando al mare, a casa, poi proseguirò gli studi. Vorrei intraprendere un percorso accademico che mi permetta di continuare a girare e conoscere il mondo. Ad Ambositra ho conosciuto un antropologo che svolge lì le sue ricerche, mi ha incuriosito molto e mi piacerebbe approfondire la materia ma prima vorrei avere una base sulle relazioni internazionali che penso possa essermi utile, sia per capire le dinamiche socio-politiche contemporanee, sia per lavorare nel mondo della cooperazione in futuro.
Grazie Ilaria, in bocca al lupo!!
