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RIENTRO MATTEO
Matteo ha terminato il suo anno di Servizio Civile in Kosovo. È passato a trovarci e ci ha parlato della sua esperienza
Bentornato Matteo! Come va? Com’è andata?
Bene. È stata un’esperienza entusiasmante e indimenticabile.
Stimolante sia in ufficio che fuori, è stato molto arricchente anche dal punto di vista personale, mi ha permesso di creare un tessuto di relazioni con persone dagli 0 ai 70 anni! Addirittura sono diventato membro del board di una associazione che fa eventi culturali, un collettivo di ragazzi. Ma anche il rapporto con i partecipanti del progetto, quando stai una settimana in montagna con le persone, stabilisci rapporti più profondi!
Relazioni che sono state il filo conduttore del “sentirsi a casa lontano da casa”.
Di cosa ti sei occupato?
Spaziavo in vari ambiti del progetto, più tecnico-logistici. Ho partecipato alle analisi delle proposte dei partecipanti al bando per il Fondo (Naturkosovo Endowement Found), ma anche attività di coordinamento logistico per le varie missioni dei partner italiani.
Il Fondo ha preso poi una “piega” verde, soprattutto riguardo l’energia alternativa, e così ho messo in campo le mie competenze di studio, ho trovato una mia funzionalità!
L’ultimo periodo è stato il più bello, soprattutto dal punto di vista umano. Ho potuto conoscere i beneficiari del Fondo, sentire le loro storie. Tanti ragazzi che hanno voglia di rimanere in Kosovo per creare valore nel proprio territorio.
Il contatto sul terreno è sicuramente il più stimolante.
La difficoltà maggiore?
La cosa più complessa è trovare una mediazione tra le persone. La montagna è fatta da persone autonome, è sfidante trovare un punto di accordo, di negoziazione per arrivare ad una soluzione efficace sia in termini tecnici che in termini economici.
Una soddisfazione?
La consegna di una caldaia efficiente in un rifugio di alta montagna: il ragazzo che gestisce questo business è una persona determinata, ma abbastanza testarda. Dopo un pomeriggio girato per fornitori e qualche calcolo assieme abbiamo compreso i rispettivi punti di vista e scelto la soluzione migliore.
Cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che partiranno fra poco per il Kosovo?
Avere l’audacia di costruire ponti con gli altri e lasciarsi ispirare, senza disperdersi nell’ambiente. Essere curiosi e intraprendenti, a volte se getti il cuore oltre l’ostacolo senza stare troppo a misurarlo trovi cose interessanti e soddisfazioni.
E ora, i tuoi progetti per il futuro quali sono?
Riparto la settimana prossima, con un nuovo ruolo sul progetto NaturKosovo e soprattutto nuova responsabilità, tanta energia e motivazione.
